Ore 18.20 - Per ripondere a molte e-mail che sono arivate richiedendoci più analisi di lungo periodo, oggi partiamo dalla coppia EUR/JPY.
Grafico mensile:
All'inizio del 2008 il fenomeno del carry trade ha avuto un brusco stop. Tutti gli operatori di mercato che avevano preso in prestito denaro in Yen e investito in altri asset oppure semplicemente erano short sullo Yen (e in questo caso long EUR/JPY) per via della differenza dei tassi di interesse, si erano dovuti velocemente coprire ricomprando Yen giapponesi. Da qui la brusca discesa della coppia e così molte alrte comprendenti lo Yen. Un rimbalzo si è avuto all'inizio del 2009 che tuttavia non è mai riuscito a raggiungere il ritracciamento del 50% di Fiboncci. Più significativo sembra il rintracciamento del 38% perchè i corpi delle candele coincidono con il livello di Fibonacci. La discesa è ripresa quindi sembra che il trend ribassista si sia riesumato.
Guardando i fondamentali abbiamo da una parte l'Euro in grossa difficoltà. La situazione della Grecia sta mettendo a dura prova l'Unione Monetaria Europea e c'è chi dice che l'Euro non resisterà. Di questa idea è anche probabilmente il più grande speculatore di tutti i tempi, George Soros, che recentemente ha espresso il suo scetticismo sul futuro dell'Euro. Dall'altra parte abbiamo lo Yen, una moneta rifugio dove gli investitori negli ultimi tempi sembrano andare per tutelarsi. Il problema è che il Giappone è un'economia che si basa sulle esportazioni, quindi una moneta troppo forte diminuisce la competitività dei prodotti giapponesi sul mercato. Non è quindi nell'interesse del paese avere una moneta troppo forte. Da qui derivano le frequenti minacce della Banca del Giappone di intervenire per indebolire la propria moneta.
Tecnicamente questa coppia, per come si presenta potrebbe benissimo scendere nel lungo periodo fino a 92.10, vicino quindi al minimo storico per questa coppia toccato nel 2000 a quota 88.87. Tuttavia è molto difficile che il Giappone stia fermo a guardare in caso di un eccessivo rafforzamento della propria moneta.
Il grafico comunque mostra chiaramente come quota 126.91 fosse un supporto importante che aveva tenuto saldamente per mesi. Alla fine di gennaio questo supporto è stato violato, nel mese di febbraio è stato ritestato come resistenza e queso è un forte segnal bearish. I prezzi infatti hanno cominciato una forte discesa.
Il precedente minimo a quota 113.62 è un target alla portata e, se quel supporto dovesse cedere allora la coppia potrebbe veramente crollare.

Grafico giornaliero:
Guardando invece ad una situazione più di breve periodo, la scorsa settimana avevamo avuto la rottura verso il basso del flag formatosi durante il rintracciamento verso il basso. Un veloce rintracciamento e retest della parte inferiore del flag aveva aperto la strada ad ulteriori ribassi. La situazione si è ripresentata con la creazione di un'altra resistenza (trendline viola piccola in basso). Sembra che questa trendline stia tenendo come resistenza. Tuttavia l'apertura con un gap rialzista della candela giornaliera odierna crea qualche incertezza.
In generale siamo bearish e crediamo che i prezzi nel medio periodo possano arrivare a quota 119.70 come primo target e 118.10 come secondo target. Tuttavia, prima che questo accada, non è da escludere un nuovo rintracciamento verso la base del flag che corrisponderebbe circa a quota 123.00.
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